
Venne quindi rilevata dalla finlandese Efore, con sede ad Helsinki ed impianti in Cina che assorbono oltre 600 operai, la quale vuol procedere ad ulteriori tagli del personale e (probabili) ulteriori trasferimenti per una lieve flessione di fatturato comunque positivo, a quanto dicono. Qui vediamo con chiarezza, dopo la vicenda Best, le conseguenze sia dell’integrazione europea che delle politiche di delocalizzazione e le conseguenze dello shopping di capitali stranieri. Il processo che si sta svolgendo sotto l’egida dell’euro e dei poteri eurocratici altro non è che una gigantesca opera di concentrazione di capitali nel Nord Europa, realizzando in conseguenza la mezzogiornificazione dell’area euro-mediterranea. I capitali stranieri stanno già espropriando le nostre attività produttive, i settori appetibili, financo le nostre società partecipate. I nostri servili governanti volevano vendersi pure le nostre spiagge. Domani si porteranno via anche le proprietà strategiche, se non li fermiamo. Esproprio e concentrazione di capitali, ecco la loro integrazione.
Le delocalizzazioni non servono a competere mantenendo occupazione meno “redditizia” anche qua, come raccontano, ma sono il preludio alla dismissione successiva e bisogna impedirle. Uno stato serio deve rilevare le attività in crisi, procedere a requisizioni di capitali ed impianti di quegli imprenditori e gruppi voraci che continuano a cercare il massimo profitto dove sono più bassi salari e tutele, deve attuare ampi piani di investimento pubblico tornando per questo a stampare moneta e favorire, ovunque ce ne siano le condizioni, forme di autogestione operaia garantendo materie prime e mercati.
Da questo lato il sindacato ancora non ci sente ed i lavoratori si sentono impreparati ma oramai casi come questi - Merloni, Indesit, Best - diventano la norma e vanno affrontati con soluzioni di piano complessive e drastiche che comportino uscita dall’euro, protezionismo, sovranità popolare e monetaria, nazionalizzazione di banche e settori strategici, oppure sarà un lento scivolare nel terzo mondo.
Lo sciopero dovrebbe continuare ad oltranza almeno per un mese; si annuncia una lunga lotta dove tutti dobbiamo far sentire la nostra solidarietà attiva assicurando presenza ed appoggio ai picchetti.
Lotta di Unità Proletaria Osimo
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